RICOSTRUZIONE QUIZ MMG 2014 - DA 51 A 60

Carissmi colleghi,

grazie, grazie mille per le numerosissime segnalazioni e ricostruzioni che mi avete mandato in privato e che avete pubblicato sul post della PAGINA FB - SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA, ci tengo a ringraziare anche alcuni colleghi e amici che avendo sostenuto la prova mi stanno aiutando moltissimo nel ricostruire il tutto in maniera completa..

Grazie a voi tutti infatti sto tentando di ricostruire la PROVA PER INTERO, ovvero con TUTTE LE OPZIONI DI RISPOSTA!! E ho voluto e sto cercando di segnalarvi la risposta corretta MOTIVANDOLA e inserendo, quando possibile il link / fonte di riferimento.

Questo credo possa esservi utile sia perché così almeno si chiarisce una volta per tutte quale sia la risposta corretta (ho visto che su molte domande vi sono pareri discordi), sia perché credo che per la maggior parte di voi questo sia stato solo "il primo concorso", quindi approfondire l'errore, magari avendo la linea guida a portata di mano per ripassare credo possa esservi d'aiuto..

Ovviamente per questo lavoro ci vuole un po' di tempo (ho i miei impegni da corsista da portare avanti e in questi gg di delirio generale non mi è stato possibile stare dietro a tutte le segnalazioni), farò prima che posso, e farò del mio meglio per fornirvi il meglio..  Cercherò di postare 10 quesiti al giorno..

Posterò qui l'elenco dei quesiti ricostruiti e revisionati di volta in volta e le singole domande sulla PAGINA NOTA FB - PROVA DI ACCESSO AL CORSO DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE, così che lì possiate commentarle e darmi il vostro parere..

Eccovi altri 10 quesiti (51-60)


FOCUS CARDIOLOGIA


(NB non sono nell'ordine di quelli pubblicati fino ad ora senza risultato, ho preferito inserire qui le domande ricostruite secondo un ordine di maggior attinenza):


HO INSERITO NELLA BARRA IN ALTO UNA SEZIONE "RICOSTRUZIONE QUIZ MMG 2014"

DOVE TROVATE TUTTE LE DOMANDE FINO AD ORA PUBBLICATE..






51)Un paziente che da alcuni mesi lamenta dispnea per sforzi precedentemente ben tollerati e accusa fame d’aria notturna, verosimilmente è affetto da:


A. attacchi di panico
B. asma bronchiale
C. insufficienza ventricolare sinistra
D. insufficienza coronarica
E. scompenso cardiaco destro

"La sintomatologia è compatibile con un quadro di scompenso cardiaco sinistro. Infatti la dispnea è il sintomo principale dello scompenso sinistro: prima compare sotto sforzo, successivamente anche a riposo. Inoltre nelle fasi avanzate possono verificarsi episodi di dispnea parossistica notturna, ovvero episodi di dispnea notturna che migliora in posizione semi-seduta o in ortognatismo."





52)Quale tra questi è considerato un indicatore di danno d’organo nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa sistemica?


A. Microalbuminuria
B. Ipertrofia ventricolare sinistra concentrica
C. Placche carotidee
D. Aumento della stiffness arteriosa
E. Tutte le precedenti risposte sono esatte




"Ricerca del danno d’organo (OD) a sintomatico

In considerazione dell’importanza del OD asintomatico come stadio intermedio del continuum CV e come determinante del rischio CV globale, i segni di interessamento d’organo dovrebbero essere ricercati attentamente, quando indicati, con le appropriate metodiche (Tabella). Gran parte delle evidenze fin ora raccolte dimostra il ruolo cruciale del OD asintomatico nel determinare il rischio CV degli individui con e senza elevati valori di BP. L’osservazione che uno dei 4 marker di OD [microalbuminuria, aumento della velocità dell’onda di polso (PWV), LVH e placche carotidee] può predire la mortalità CV indipendentemente dalla stratificazione del rischio mediante le carte SCORE è un argomento rilevante in favore dell’esecuzione della ricerca di OD nella pratica clinica. Sono comunque auspicabili ulteriori evidenze derivanti da grandi studi in differenti popolazioni. Va inoltre sottolineato che il rischio aumenta al crescere del numero di organi colpiti."


53)Quale tra questi può essere un segno radiologico di embolia polmonare?


A. Area di oligoemia
B. Sollevamento di un emidiaframma
C. Versamento pleurico
D. Opacità piramidale a base pleurica
E. Tutte le precedenti risposte sono esatte





DIAGNOSI EP - RX TORACE:
  • Negativa (12% dei casi)
  • Amputazione dei rami polmonari principali
  • Oligoemia distrettuale (Segno di Westermark)
  • Asimmetria dei vasi ilari
  • Sollevamento emidiaframma omolaterale
  • Versamento pleurico omolaterale
  • Opacità piramidale a base pleuritica
  • Strie atelettasiche


54)In caso di iperpotassiemia l’ECG può mostrare le seguenti alterazioni tranne una. Quale?


A. Presenza di onde T alte e appuntite
B. Presenza di intervallo QT accorciato
C. Presenza di intervallo QT allungato
D. Sottoslivellamento del segmento ST
E. Presenza dell’onda U


Effettivamente questa domanda presentando due opzioni di risposta in contrasto tra loro poteva trarre in inganno..  Molti di voi infatti si sono soffermati sul fatto che l’intervallo QT nell’iperk è accorciato e quindi non può essere allungato. Ma attenzione, i segni ECGrafici degli squilibri idroelettrolitici vanno distinti in segni caratterizzanti del disturbo, in un certo senso patognomonici, rispetto a queI segni aspecifici che, pur risontrandosi frequentemente non ci danno indicazione certa del disturbo, e che anzi rientrano più globalmente in un quadro di alterazioni ECGrafiche, di diversa natura, secondarie a squilibri idroelettrolitici (IN ALCUNI CASI, COME NELLA TABELLA QUI A SEGUIRE L'ACCORCIAMENTO DEL QT NON VIENE NEMMENO CITATO). 

Infatti (sempre per la teoria che è cavallo e non zebra), caratteristica fondamentale dell’IPERKALIEMIA è il riscontro di ONDE T ALTE E APPUNTITE, mentre caratteristica fondamentale dell’IPOKALIEMIA è il riscontro dell’ONDA U. 

Pertanto sebbene il QT sia fondamentalmente accorciato nell’iperpotassiemia, sarà possibile riscontrarne anche un allungamento laddove le concertazioni di K siano più elevate, viceversa L’ONDA U NON SI RISCONTRERÀ MAI nel quadro IPERKALIEMICO, bensì rappresenta la caratteristica peculiare dell’IPOKALIEMIA 



Tabella tratta da - LINK: L'ELETTROCARGIOGRAMMA A COLPO D'OCCHIO

Leggi qui:

IPERKALIEMIA
L’iperkaliemia può essere asintomatica finché non compaiono i segni di tossicità cardiaca. Le modificazioni iniziali dell’ECG consistono nell’accorciamento dell’intervallo QT e nella comparsa di onde T alte e appuntite. In presenza di concentrazioni di potassio più elevate (solitamente > 5,5 mEq/l), l’iperkaliemia può causare aritmie nodali e ventricolari, accompagnate da complessi QRS slargati e intervalli PR prolungati. Nelle fasi terminali si può sviluppare una fibrillazione ventricolare o un’asistolia. Potrebbero comparire sintomi neuromuscolari aspecifici, inclusi ipostenia indefinita e parestesie. Nell’iperkaliemia grave, i sintomi possono diventare drammatici (p. es., ipostenia grave, paralisi flaccida).



IPOKALIEMIA
Gli effetti cardiaci dell'ipokaliemia sono solitamente di minima entità fino a che i livelli plasmatici di K non scendono a < 3 mEq/l. L'ipokaliemia può causare battiti prematuri ventricolari e atriali, tachiaritmie ventricolari e atriali e blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado. I pazienti con preesistenti cardiopatie significative e/o quelli in trattamento digitalico sono a rischio di anomalie della conduzione cardiaca anche in seguito a ipokaliemia decisamente lieve. Le caratteristiche modificazioni ECG del sottoslivellamento del tratto ST, dell'aumento di ampiezza dell'onda U e dell'ampiezza dell'onda T inferiore all'ampiezza dell'onda U (nella stessa derivazione)


Tratto da - LINK: MANUALE MERK - IPOKALIEMIA 



55)Qual è l’esame di screening più indicato per diagnosticare un’arteriopatia periferica agli arti inferiori?


A. La pletismografia
B. La misurazione dell’indice pressorio caviglia-braccio (ABI)
C. L’esame con Doppler delle femorali
D. L’arteriografia agli arti inferiori
E. La misurazione della pressione della arteria brachiale




La valutazione clinica iniziale dell’AOP comprende una storia anamnestica e un esame obiettivo. Una storia di CI è utile nel sollevare il sospetto di AOP, sebbene sottostimi significativamente la vera prevalenza di AOP. La presenza di polsi pedidei ha un valore predit- tivo negativo di oltre il 90% e può fare escludere la dia- gnosi in molti casi. Al contrario una pulsazione anor- male (assente o diminuita) sovrastima significativa- mente la reale prevalenza di AOP. Così, un test obietti- vo dovrebbe essere richiesto in tutti i pazienti con AOP sospetta. Il test di screening primario non invasivo per AOP è l’ A BI (vedere sezione C2 per ulteriore discus- sione dell’ A BI e dei criteri di screening).
Nel contesto della medicina di base o nella comunità di una popola- zione ad alto rischio i soggetti che dovrebbero essere considerati per uno screening dell’ ABI sono: 1) soggetti con sintomi da sforzo alla gamba; 2) soggetti di 50-69 anni che hanno anche fattori di rischio cardiovascolare e tutti pazienti di età >70 anni; 3) soggetti con un rischio di eventi cardiovascolari a 10 anni tra il 10 e il 20%, nei quali è giustificata un’ulteriore stratificazione del rischio. Calcolatori del rischio cardiovascolare sono di facile accesso, come lo score in Europa (www.escardio.org) e il Framingham per gli Stati Uniti (www.nhlbi.nih.gov/guidelines/cholesterol).







56)Quando non è indicato eseguire un eco-color-Doppler dei vasi epiaortici?


A. In tutti i pazienti con storia nota di arteriopatia obliterante periferica o di coronaropatia
B. In soggetti con soffio carotideo
C. In fase di screening per patologia aterosclerotica in tutti i soggetti con età > 50 anni
D. Nei soggetti senza evidenza clinica di patologia aterosclerotica ma con almeno due tra i seguenti fattori di rischio: ipertensione arteriosa, dislipidemia, fumo di sigaretta, familiarità per eventi cardiovascolari precoci e familiarità per ictus
E. Nessuna delle precedenti risposte è esatta

Colleghi, qui io avrei messo la E (Nessuna delle precedenti risposte è esatta), ma dopo aver visto e rivisto le linee guida ho trovato che le indicazioni per l’esecuzione dell’ECOCOLORDOPPLER dei T.S.A. sono quelle qui a seguire (vi porto tre fonti differenti), che riportano però sempre l’età di 65 anni per la fase di screening:


“Indicazioni Ecololrdoppler t.s.a.:
  • Stenosi carotidee sintomatiche
  • Diagnosi dell’ictus in fase acuta
  • Spessoremedio-intimale carotideo e suo valore predittivo
  • Eventi cerebrovascolari
  • Soffio laterocervicale
  • Arteriopatia periferica, aneurisma aortico,
  • coronaropatia
  • Età > 65 anni con fattori di rischio multipli
  • Indicazioni allo studio delle carotidi
  • Previsione di intervento di chirurgia vascolare maggiore
  • I pazienti diabetici senza evidenza clinica o strumentale di complicanze cardiovascolari sono da considerarsi a rischio cardiovascolare elevato in base all’età ( > 40 anni) e alla presenza di uno o più fattori di rischio cardiovascolare. (Livello della prova III, Forza della raccomandazione)”



“L’esame di scelta per la diagnosi e lo screening della patologia cerebrovascolare è l’eco(color)Dopper.

E’ indicato nei pazienti con TIA  o stroke recente per un inquadramento etiopatogenetico, ai fini prognostici e per un indirizzo terapeutico.  Raccomandazione grado A 

Lo studio eco Doppler dei tronchi sopra aortici è indicato come accertamento integrativo nei pazienti asintomatici con o senza soffio laterocervicale a genesi non cardiaca, con arteriopatia periferica accertata, con aneurisma aortico nei coronaropatici, nei soggetti con età > 65 anni e con fattori di rischio multipli, in tutte le vascuolopatie giovanili e nei pazienti candidati ad interventi di chirurgia cardiovascolare maggiore. Raccomandazione grado C, livello IV

In questo ultimo caso l’incidenza di stenosi > 50% è del 17% e >80% del 6%, da qui la necessità di studio eco TSA in tutti i pazienti candidati a chirurgia cardiovascolare maggiore.  Raccomandazione grado B, livello II B”


Vedi anche - LINK: LINEE  GUIDA SICVE 


“ECOCOLOR DOPPLER TSA

L'eco doppler è un esame ultrasonografico in grado di valutare: la morfologia e la funzionalità dei tronchi sovraaortici.
-Esame non invasivo che non necessita di alcuna preparazione. -Esame di scelta per la diagnosi delle malattie cerebrovascolari.

L' EcoDoppler vascolare non è indicato come esame di screening universale sulla popolazione edovrebbe essere richiesto solo quando il risultato dell'esame può modificare i successivi comportamenti terapeutici e/o la qualità della vita del paziente.

Indicazioni cliniche per prescrizioni di Ecocolor Doppler TSA:
  • pazienti con TIA o ictus recente per inquadramento etiopatogenetico
  • come accertamento integrativo in pazienti con soffio laterocervicale, con arteriopatia periferica, con aneurisma aortico, nei coronaropatici;
  • sospetto furto della succlavia (gradiente >30mmHg);
  • vertigini solo se persistenti nell'ambito di valutazione multidisciplinare;
  • nei soggetti con età superiore a 65 anni con fattori di rischio cardiovascolre multipli e nei pazienti candidati ad un intervento di chirurgia maggiore.
  • Controlli a distanza

INDICAZIONI DI PRIORITA' 

Urgenze da inviare al P.S. senza richiedere esami
- Segni neurologici di attacco ischemico acuto (TIA,ictus) in atto 9

Esame da effettuare entro 7/10 giorni
- TIA carotideo o vertebrale recente ( inferiore a 30 gg) con eventuali
segni focali.

Esame da effettuare entro 45 giorni
  • soffi carotidei asintomatici
  • paz con cardiopatia ischemica o arteriopatia periferica sintomatica o aneurisma aortico
  • sospetto di “furto della succlavia” ( gradiente pressorio > 30 mmHg tra i due arti)
  • vertigini, solo se persistenti, nell'ambito di un iter diagnostico polispecialistico

Esame da effettuare oltre 45 giorni
- soggetti con multipli fattori di rischio cardiovascolare secondo il giudizio clinico-prognosticodi gravita' delle condizioni associate e SE il risultato dell'esame serve amodificare le scelte terapeutiche.”






57) Nei soggetti con patologia arteriosclerotica extracranica carotidea e/o vertebrale, la terapia con aspirina è indicata:


A. in tutti i casi
B. solo se la stenosi è > 50%
C. in nessun caso
D. solo nei soggetti che hanno già avuto un evento ischemico cerebrale
E. solo se la stenosi è bilaterale

La risposta è in tutti i casi poiché B, D, ed E, configurano situazioni a medio-alto rischio CV.


“Nei pazienti diabetici di età superiore ai 30 anni con un fattore di rischio aggiuntivo, è indicato l’uso dell’ASA in prevenzione primaria.
Raccomandazione . Grado C
La terapia anticoagulante nei pazienti con anticorpi antifosfolipidi è indicata solo in presenza di storia di eventi su base trombotica.
Raccomandazione 7.12 E GPP
Per quanto la presenza isolata di placche dell’arco aortico sia da considerare un fattore di rischio per l’ictus, in mancanza di prove di efficacia, al momento attuale non è indicato il trattamento antitrombotico.
Raccomandazione 7.13 Grado A

La terapia ormonale sostitutiva con estroprogestinici nelle donne dopo la menopausa non è indicata per la sola prevenzione dell’ictus cerebrale. Raccomandazione 7.14 Grado A

L’uso di aspirina per la prevenzione primaria di eventi cardiovascolari, non è indicata per i soggetti a basso rischio, mentre è indicata per i soggetti per i quali il beneficio è sufficientemente elevato rispetto al rischio derivante dal trattamento (rischio a 10 anni di eventi cardiovascolari dal 6% al 10%). Raccomandazione 7.15 Grado B

L’uso di aspirina 100 mg a dì alterni per la prevenzione primaria dell’ictus può essere indicato per le donne quando il beneficio è sufficientemente elevato rispetto al rischio derivante dal trattamento.”




58) L'indice pressorio caviglia braccio (ABI), compreso tra 0,7-0,8 è indicativo di:


A. arteriopatia degli arti inferiori improbabile
B. arteriopatia degli arti inferiori di grado lieve
C. ischemia critica degli arti inferiori
D. arteriopatia degli arti inferiori di grado severo
E. insufficienza venosa degli arti inferiori










Misura dell’Indice braccio caviglia ABI (valutazione del RCV)
Classe II a: È utile misurarlo nei pazienti a rischio intermedio. È un test utile per lo screening di Arteriopatia periferica (PAD) si effettua misurando mediante una sonda doppler la pressione a livello dei 4 arti (arterie brachiali, tibiali posteriori e arterie dorsali del piede). Il valore più alto degli arti inferiori è diviso per quello più alto degli arti superiori; 

  • un valore <0.9 indica oltre alla presenza di una stenosi > 50% anche un rischio cardiovascolare aumentato; 
  • un valore > 1,30 sottintende una calcificazione dell’arteria e rappresenta anch’esso un rischio cardiovascolare aumentato. 

Un recente studio collaborativo ha raccolto i dati provenienti da 16 studi comprendenti 24.955 maschi e 23.339 femmine (21) senza storia di cardiopatia; per un ABI <0.9 rispetto ad uno da 1.1 ad 1.4 il RR di CHD era di 3.33 per i maschi e di 2.71 per le femmine ed esso era solo moderatamente più basso una volta esclusi altri FR. Il ruolo più importante è comunque nei pazienti maschi ad alto rischio CV (>20%) che con un ABI normale ritornano ad un rischio intermedio mentre le femmine a rischio basso che hanno un ABI troppo alto o basso passano ad un rischio alto ed in quelle a rischio intermedio che con un ABI basso diventano a rischio elevato.

59) È fattore di rischio della arteropatia obliterante periferica: 

A. il fumo di sigaretta
B. il diabete mellito
C. l’ipertensione arteriosa
D. le dislipidemie
E. tutte le precedenti risposte sono esatte

Fattori di rischio di AOP
I principali fattori di rischio di AOP sono gli stessi riconosciuti per altre aree vascolari, vale a dire età, fumo, diabete, ipertensione, iperlipidemia, iperomoci- steinemia, sesso maschile. Attualmente sono indagati altri potenziali fattori di rischio che si ritengono correlati, in vario modo e grado, alla patologia vascolare.

L’incidenza di AOP aumenta con l’età, con la maggioranza di pazienti sintomatici oltre i 60 anni: è intorno allo 0,6% in soggetti di età compresa tra i 45-54 anni, 2,5% tra i 55-64 anni, 8,8% tra i 65-74 anni. L’ A OP tende ad essere due volte maggiore nei maschi rispetto alle donne tra 50 e 70 anni, ma quasi identica dopo i 70 anni.

Fattore di rischio altrettanto importante di patologia occlusiva aterosclerotica dei grandi vasi e di AOP è il diabete mellito. Circa il 25% dei pazienti di una determinata area geografica che si sottopongono a riva- scolarizzazione degli arti inferiori è diabetica, e i soggetti diabetici hanno sette probabilità in più di amputazione degli arti rispetto ai non diabetici. Tuttavia, tale aumentato rischio ha probabilmente origine multifattoriale, dipendendo innanzitutto dal pro-cesso aterosclerotico più distale e generalizzato dei dia- betici, ma anche dalla concomitante neuropatia senso- riale periferica che può favorire l’ulcerazione traumatica. Va inoltre sottolineato che anche un’alterata tolleranza al glucosio è correlata a sviluppo di claudi- catio, con un rischio che aumenta rispettivamente di due volte negli uomini e di quattro nelle donne.

Il fumo è forse il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di AOP, ancora più strettamente correlato a tale patologia che alla coronaropatia. Tutti gli studi epidemiologici sulla AOP degli arti inferiori hanno confermato che il fumo contribuisce fortemente allo sviluppo di tale patologia ed alla sua progressione verso le manifestazioni più deleterie (claudicatio invalidante, ischemia critica, amputazione). La probabilità d’insorgenza di AOP è circa doppia nei fumatori rispetto ai non fumatori e la gravità della patologia è correla- ta alla quantità di sigarette fumate e alla durata del tempo in cui si è fumato. È tre volte più probabile che i forti fumatori sviluppino claudicatio rispetto ai non fumatori.

L’ipertensione è un fattore di rischio comune e importante di disordini vascolari, compresa l’ AOP. Tra i soggetti ipertesi alla prima visita, circa il 2-5% presenta claudicatio, e tali percentuali tendono ad aumentare con l’età, mentre il 35-55% dei pazienti con AOP alla prima visita mostra anche di essere iperteso (17). In presenza di ipertensione e di AOP esiste un rischio notevolmente aumentato di infarto del miocar- dio e di ictus. Nonostante questa evidenza, nessuno dei grandi studi sul trattamento antipertensivo è stato ade- guatamente indirizzato a verificare se la riduzione della pressione arteriosa determini una riduzione dell’inci- denza di AOP, e per tale motivo esiste l’ovvia necessi- tà di condurre studi di esito in tale direzione per chiari- re questi aspetti (17).

Circa il 50% dei pazienti con AOP presenta iperlipidemia. Nello Studio Framingham, una colesterolemia a digiuno > 270 mg/dL è stata associata ad un raddoppio dell’incidenza di claudicatio. Anche se altri studi non hanno confermato la correlazione AOP/ipercole- sterolemia, è stato tuttavia osservato che il trattamento dell’ iperlipidemia riduce la progressione dell’ atero- sclerosi e l’incidenza della claudicatio. I risultati di due studi attualmente in corso sul trattamento di pazienti dislipidemici con claudicatio dovrebbero ulteriormen- te chiarire l’utilità della riduzione dell’iperlipidemia in soggetti con AOP accertata.

L’iperomocisteinemia è un fattore di rischio di vasculopatia aterosclerotica per vasi periferici, coronarici e cerebrali, su cui si sta concentrando l’interesse degli stu- diosi (20-22). Tra l’altro, è stato osservato che il grado di progressione della claudicatio è significativamente corre- lato ai livelli di omocisteina plasmatici (22). Non esisto- no tuttavia, al momento, studi che abbiano esaminato se il trattamento dell’iperomocisteinemia riduca gli eventi ischemici, per cui non potranno essere fatte raccomanda- zioni in merito a questo fattore di rischio (23).



60) Quale metodica non invasiva può essere utilizzata per verificare un miglioramento del microcircolo periferico dopo rivascolarizzazione del piede?


A. Ecocardiogramma
B. Angio RMN
C. Ossimetria transcutanea
D. Arteriografia degli arti inferiori
E. Nessuna delle precedenti risposte è esatta


"Follow up rivascolarizzazioni

In letteratura vengono riportati molteplici criteri per definire il successo di un intervento di rivascolarizzazione:

  • Criteri puramente emodinamici includono il “successo tecnico” definito dalla avvenuta rivascolarizzazione diretta di almeno uno dei vasi di gamba fino al piede o la “patency” primaria e secondaria che indica la persistente pervieta’ del vaso o del by-pass in prima o seconda istanza.
  • Criteri perfusionali includono l’ossimetria transcutanea come delta pre e post rivascolarizzazione e come valore assoluto nel follow-up ad un mese ed oltre. In considerazione della relazione esistente tra potenziale riparativo e valori ossimetrici, la valutazione periodica di questo parametro è di sicuro ausilio soprattutto nei casi in cui le lesioni cutanee, nonostante l’intervento di rivascolarizzazione, hanno scarsa tendenza alla guarigione. Infatti come gia’ riportato , valori ossimetrici < 30 mmHg sono indicativi di una bassa perfusione periferica. In questi casi può essere utile ripetere l’esame dopo qualche giorno, prima di considerare la rivascolarizzazione effettuata come inefficace, perché è stato visto che la TcPO2 tende progressivamente a salire nell’arco di un mese dalla rivascolarizzazione in caso di intervento efficace, mentre si mantiene bassa in caso di rivascolarizzazione inefficace.
  • Criteri di esiti clinici che includono sempre il “salvataggio d’arto” cioè pazienti che hanno evitato l’amputazione maggiore a carico della gamba o della coscia, con la “guarigione della lesione” e quindi chiusura completa delle lesioni cutanee, anche se avvenuta dopo “amputazione minore “ a carico delle dita e dell’avampiede. Gli esiti clinici permettono meglio degli altri di confrontare le casistiche in quanto parametri confrontabili.

Dal punto di vista pratico ed alla luce del ruolo che riveste la rivascolarizzazione nel salvataggio d’arto del paziente diabetico affetto da arteriopatia ostruttiva cronica è estremamente importante seguire l’arteriopatia ostrut- tiva dopo il trattamento.

Il follow up deve essere clinico, ossimetrico e/o ultrasonografico e deve svolgersi almeno rispettando il seguente schema di controllo: dopo 1, 6, 12 mesi dal trattamento e successivamente ogni 12 mesi. La comparsa di una recidiva (restenosi) in sede di trattamento non impone sempre il retrattamento; tale scelta terapeutica va considerata nel paziente con recidiva della sintomatologia clinica o nei pazienti in cui vi è una sospensione del processo di guarigione delle lesioni trofiche.
  • Criteri tecnici: riapertura di almeno uno dei vasi di gamba fino al piede.
  • Criteri perfusionali: delta tcPO2 pre e post rivascolarizzazione.
  • Esiti clinici: guarigione della lesione con o senza amputazione minore, amputazioni maggiori e decessi.
  • Il follow up deve essere clinico, ossimetrico e/o ultrasonografico e deve svolgersi con rigidi schemi temporali


Ossimetria transcutanea

Che cos’e l'ossimetria
La misura dell'ossigeno transcutaneo (tcpO2) è una metodologia non invasiva per monitorare la pressione parziale di ossigeno nella cute. Il monitoraggio viene eseguito posizionando un elettrodo di Clark sulla cute, in modo che, scaldando la cute stessa, possa misurare la tcpO2.

Procedura
L’esame è di tipo non invasivo e indolore. Dopo pulizia della cute viene applicato l’elettrodo e sono necessari circa 20 minuti per rilevare la tcpO2. L’esame è indicato nei  pazienti con severa arteriopatia degli arti inferiori che presentino un quadro clinico di ischemia critica cronica con dolore a riposo e/o la presenza di ulcerazioni della cute. In particolare  nei soggetti diabetico. Valori di tcpO2 inferiori a 20 mm/Hg sono indicativi, accanto al quadro clinico ed eco Doppler per un rischio elevato di amputazione e pongono l’indicazione a procedure di rivascolarizzazione.

Tratto da - LINK: OSSIMETRIA TRANSCUTANEA



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